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Rosarium by Angela Ciampagna, cuore italiano e anima oceanica fra sacro e profano.

Dal cuore artistico e appassionato dell’Italia, a quello oceanico e impetuoso della Canarie, portando con sé un bagaglio ricolmo di storia e artigianato del miglior Made in Italy. Oggi vi parlo di una bellissima realtà nata nel nostro Paese e trasferitasi all’estero per evolversi, lasciarsi contaminare dalle differenze, sempre restando fedele però alle proprie emozionanti radici. Sto parlando di Angela Ciampagna, che nasce nel 2011 ad Atri, suggestiva località a pochi chilometri da Teramo, in Abruzzo, come piccolo laboratorio olfattivo.

A plasmare questa chicca sono Angela Ciampagna, appunto, e il compagno Enrico Maraffino, con competenze diverse ma complementari. Da un lavoro iniziale di ricerca sartoriale, dedicato allo sviluppo di progetti innescati da aziende leader della profumeria, il laboratorio evolve nel brand dal nome completo “Angela Ciampagna Alta Profumeria Artigianale”, che già faceva intuire quale fosse il target delle referenze e la vocazione premium che questa realtà ha subito voluto trasmettere. Le creazioni uniche e fuori dagli schemi tradizionali della profumeria che questa Maison ha subito voluto proporre hanno destato grande attenzione nel settore sin dal debutto ufficiale nel 2015 alla Fiera delle Essenze di Milano, e animato successivamente l’entusiasmo della clientela che si è fatta sempre più folta, sino ad abbracciare il pubblico di Stati Uniti e Giappone.

Vision vintage, produzione moderna e innovativa

La filosofia del brand consiste in un coinvolgente connubio fra i tradizionali metodi profumieri del passato e le più moderne tecniche produttive. Lo studio e la realizzazione delle creazioni di Angela Ciampagna avvengono nella sede di Tenerife, dove il marchio ha trovato la più azzeccata miscela fra ispirazione e contaminazione climatica e culturale per dare vita alle proprie invenzioni uniche, a partire dal packaging.

Ph. Dino Iozzi 

Le lussosissime bottiglie in vetro sono giù di per sé delle opere d’arte, che omaggiano il rosone centrale della basilica romanica di Atri: il tappo è sormontato dalla riproduzione della vetrata centrale della chiesa, in cui confluiscono i concetti della sacralità del luogo, dell’arte e dei giochi di luci che il rosone crea all’interno dell’edificio. Si tratta di un tratto distintivo emozionante, che rievoca l’infanzia dei fondatori, visceralmente legati alle loro radici. Ma la particolarità dei packaging non si ferma qui, dato che ogni confezione è di fatto un pezzo unico lavorato a mano nel solco della millenaria tradizione artigianale italiana: tutti i componenti del prodotto finale sono fatti a mano: i tappi sono lavorati e rifiniti manualmente, le etichette sono applicate individualmente, le scatole sono create, foderate e decorate singolarmente con la massima dedizione.

Una genesi tutta italiana, un’evoluzione internazionale

Angela è nata a pochi chilometri dalla basilica che ha ispirato il concept dei packaging, in un piccolo paesino di mare sulla costa adriatica, a contatto con la natura e le cose e i gesti semplici e genuini dell’esistenza. Cresce in una famiglia di filosofi, cosa che le insegna ad avere un approccio critico e al tempo steso aperto nei confronti del mondo, dando sempre valore al valore della creatività, ma anche all’ironia, alla gioia e alla costante curiosità. Angela cresce molto legata a questi luoghi semplici e al tempo stesso sinceri, ma con un occhio di riguardo costante al viaggio e al desiderio di scoperta. Va all’avventura ed esplora il mondo e a Tenerife trova il luogo che per lei rappresenta al meglio il concetto di contaminazione. A pochi chilometri dalla costa africana, con un’anima atlantica e al tempo stesso legata al Vecchio Continente.

Per lei l’arte del profumiere deve essere contraddistinta da innovazione, coraggio, spirito visionario, realizzando quello che oggi non c’è. In una parola, come lei stessa afferma, “non deve arrendersi alla mediocrità”. Al suo fianco c’è il compagno di vita e di lavoro Enrico Maraffino, cofondatore e direttore di produzione del marchio. Enrico vanta una formazione come fisico nucleare e una visione sperimentale del laboratorio, che ha permesso ad Angela Ciampagna di creare processi di produzione inediti, che uniscono le antiche tecniche di una fabbrica di inizio secolo alle più innovative tecnologie e supporti per la produzione di profumi artistici.

Angela Ciampagna ha spiegato in alcune interviste: “La nostra realtà è una perla rara, utilizziamo ancora metodi che attingono al passato: ad esempio, i profumi possono vantare lunghi invecchiamenti e filtraggi goccia a goccia, l’intervento diretto di “innesti” olfattivi durante la fase di macerazione, ecc. La selezione delle materie prime è estrema, la formulazione non è mai banale. Inoltre ci siamo lasciati ispirare dalle pratiche di estrazione di una casa di essenze italiana specializzata nell’estrazione a vapore per la produzione di liquori, whisky e aromi per l’industria degli snack. Questo ci ha offerto l’opportunità di sviluppare tecniche e metodi operativi che abbiamo applicato alla profumeria del settore alimentare e delle bevande. Il nostro approccio alla profumeria è molto interdisciplinare. Ci sono stati molti momenti indispensabili, e ce ne sono ancora. Un profumiere non smette mai di studiare, come qualsiasi altro appassionato del suo lavoro.

Un progetto ricco di ricordi e legami

Le reminiscenze olfattive di Angela sono legate all’infanzia e al viaggio, senza ombra di dubbio le due principali suggestioni della founder. Il primo è l’odore solare e mieloso del caprifoglio, un fiore polveroso, vanigliato e delicato. Il secondo ricordo, molto forte e vivido, è un insieme imperdibile di odori che entrarono improvvisamente e contemporaneamente nel naso di Angela all’ingresso di un’antica residenza veneziana: fiori secchi, cera d’api su un mobile dell’Ottocento secolo, la polvere, l’odore indolente dell’anziano proprietario della casa, e poi quello di muffa e dell’acqua del canale che fiancheggiava l’edificio e si univa al salmastro delle alghe.

Oggi Angela Ciampagna è una sintesi dei valori di coraggio, determinazione, ribellione, tanto che il suo suggerimento è al centro della vision del brand: “Bisogna credere in sé stesse, nelle proprie possibilità, in ogni meravigliosa occasione che si può cogliere grazie al proprio impegno e all’umiltà, grazie alla sensibilità artistica e alla preparazione tecnica. Grazie anche a quel pizzico di follia che fa la differenza”.

Per realizzare le sue magiche creazioni, Angela Ciampagna maneggia materie prime fuori dagli schemi, provando a cogliere in ognuna di esse le più vivaci vibrazioni olfattive. Oltre alla tecnica, la composizione dei profumi di Angela Ciampagna è caratterizzata da sensibilità e da un’anima creativa. Nell’idea di Angela il profumo deve essere un prodotto di incontenibile potenza, mosso da arte, scienza, matematica, chimica, alchimia, filosofia, storia, cultura, psicologia, marketing, follia, in un equilibrio armonioso, fragile e complicato.

Le referenze di Angela Ciampagna sono tutte numerate, ossia contraddistinte da un numero seriale, che ne certificano l’unicità e la lavorazione artigianale. Si tratta di profumi dall’architettura nobile e raffinata e al tempo stesso con un’anima ruvida, a sottolinearne il lavoro di ricerca e sviluppo con caratteristiche arcaiche.

I metodi artigianali, insieme ai processi di produzione innovativi, danno alle fragranze dei toni fumosi. La fabbricazione artigianale non si ferma alla creazione dei profumi, come dicevo più su, ma si allarga a tutti i componenti del prodotto finale. Sono fatti a mano i tappi, lavorati e rifiniti manualmente, le etichette sono applicate individualmente, le scatole sono create, foderate e decorate una per una. Infine, tutti i profumi sono confezionati a mano singolarmente, per garantire la loro autentica eccellenza artigianale.

Tre collezioni emozionanti

L’universo di Angela Ciampagna è suddiviso in tre collezioni magiche da scoprire:

  • Collezione HatriaSette Extrait de Parfum formato 100 ml, in cui svettano i colori nero e argento. Trasmettono una sensazione di “oscurità” strettamente legata alla natura e alla campagna italiana, che fa pensare al paganesimo, alle tradizioni spettrali, alla quiete sfuggente e austera di antichi borghi desolati.
  • Collezione CineresDue Extrait de Parfum da 100 ml, in cui i colori principali sono bordeaux e rame. Sono un inno di materie prime audaci, due composizioni di notevole spessore artistico, che traggono origine dalla dualità sacro-profane di un’antica festa pagana che si svolge nell’Italia centrale al solstizio d’inverno.
  • Collezione de Vita: Due Extrait de Parfum e un’Acqua Profumata (a misura di bambino) da 100 ml, colori principali bianco e azzurro metallico. Questa collezione è un inno alla vita: nascita, morte e miracoli quotidiani. De Vita ha vinto il premio Best Niche Collection 2018 al Fifi Award Russia.

Oggi vi parlerò di un profumo della Collezione Hatria che ho provato in queste settimane e che mi ha davvero emozionato: una creazione inedita, assolutamente fuori dagli schemi tradizionali e banali che il brand rifugge per definizione. Si tratta di Rosarium, che come le altre creazioni di questa collezione punta a evocare una sensazione di “oscurità” strettamente legata alla natura e alla campagna, che fa pensare al paganesimo, alle tradizioni spettrali, alla quiete sfuggente e austera di antichi villaggi desolati. Ma c’è anche una chiara sensazione di modernità: le composizioni sono creative e intelligenti, le texture sono taglienti, ventilate, lucide, imprevedibili, sicuramente non classiche.

Rosarium Extrait de Parfum – 100 ml

Rosarium è il nome latino del rosone delle chiese, ed in questo caso è legato alla vetrata della navata centrale della cattedrale abruzzese di Atri, edificata nel 1260, luogo legato all’infanzia della founder. “Fiori sul tabernacolo” è il concept di questa fragranza dal bouquet corposo, fresco, fumoso, legnoso, goloso, dolce e mistico al tempo stesso. Io, lo sapete, adoro le note fumose e contraddistinte dall’incenso.

Il fondo di questo profumo è proprio così, tenebroso e al tempo stesso travolgente: ha un’anima misteriosa ma seducente.

Il profumo viene inaugurato da note dolcissime e aromatiche: il miele abbraccia il tabacco e i semi di carota. Al centro aumenta la forza balsamica: bacche di ginepro si alleano al legno di Iris e alla Violetta e vengono amplificati dalle sfumature fresche e rigeneranti dei semi di sedano.

Il finale, le cui sfaccettature permangono per più tempo sulla pelle, è un tripudio dolce ma al tempo stesso di sottobosco e fumo: la vaniglia apre le narici al muschio e al legno di cedro, mentre il vetiver e l’incenso girano vorticosamente in un boato silente di fascino corposo. E’ per piramide olfattiva una creazione genderless ed è l’ideale per chi vuole un profumo anticonvenzionale, da meditazione, profondissimo.

Di seguito l’architettura nel dettaglio:

Rosarium Piramide Olfattiva

  • Note di testa: Miele, Fiori di Tabacco, Semi di Carota
  • Note di cuore: Bacche di Ginepro, Legno di Iris, Violetta, Semi di Sedano
  • Note di Fondo: Muschio, Vaniglia, Legno di Cedro, Vetiver, Incenso

Rosarium è un profumo che mi rappresenta profondamente: rifugge gli schemi classici della profumeria adottando una piramide olfattiva straordinaria, declinata da ingredienti insoliti e che spingono chi lo utilizza ad utilizzare il senso dell’olfatto all’ennesima potenza. Amo queste creazioni perché sottopongono chi le utilizza a un approccio diverso alla profumeria: il profumo non è più solo un accessorio ma un’estensione del proprio carattere, un biglietto da visita che anticipa alcune peculiarità di chi lo sceglie.

Chi fa una scelta di questo tipo sa che non si sta approcciando a una accezione diversa del profumo: lo si usa per dire qualcosa, non solo per avere un odore più gradevole. È un profumo che è esperienza, ricerca introspettiva, esplorazione, sorpresa. Ho ovviamente apprezzato anche tutta la storia del brand e il coraggio e l’apertura globale della mente dei founder, che sono partiti da un concept iniziale profondamente italiano e hanno aperto gli orizzonti per sviluppare con contaminazioni culturali e geografici il loro brand. Come si direbbe fra amici: tutto molto bello.

 

Grazie per aver letto questo articolo.
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