Laboratorio Olfattivo Profumeria artistica Profumi Profumi di Nicchia Review Review High-End

Laboratorio Olfattivo | Sacreste | Manifesto del profumo come esperienza.

Lo scrittore francese Jean Giono, autore del famoso romanzo “L’ussaro sul tetto“, sosteneva che gli dei creassero gli odori e che agli uomini spettasse il compito di creare i profumi. Il brand di cui parliamo oggi ha reso proprio l’aforisma del noto autore transalpino, e scopriremo perché.

Quello di Laboratorio Olfattivo è un universo che unisce suggestioni ricolme di narrazione ma anche sfumature leggere di minimalismo concettuale. Un progetto di profumeria simile a un grande affresco, uno di quelli che non ci si stanca mai di ammirare.

Al primo sguardo analitico si intravedono i principali protagonisti del dipinto, le decorazioni più suggestive, ma più si aguzza la vista e più si colgono elementi piccoli o particolari senza i quali tutto perderebbe senso. 

Un gioco abile di dettagli e sostanza, di ricchezza ed essenzialità. Dietro tutto ciò ci sono grande ricerca, determinazione, studio quotidiano. C’è l’obiettivo costante a rendere unico, intrigante e sorprendente una proposta di profumi dagli ingredienti e dalle note insolite, mai banali. Profumi non solo da indossare, ma anche per pensare, attivare le sinapsi. Proprio tutto ciò che deve succedere in un laboratorio, luogo deputato per antonomasia alla creatività, alla ricerca, ai tentativi per arrivare a un’idea rodata ed efficace. 

La storia

Tutto iniziò nel 2009, ormai undici anni fa, quando l’amore viscerale di Daniela Caon e Roberto Drago per la profumeria artistica esplose in un concept ben definito: coinvolgere alcuni fra i più importanti, vivaci e creativi nasi del mondo nella realizzazione di profumi che incarnassero al meglio emozioni, esperienze, riflessioni, desideri. Ne è esempio supremo la creazione della linea Master’s Collection, nata dal talento di maestri del calibro di Jean-Claude Ellena e Lucien Ferrero. Ad animare l’orchestra è il direttore creativo di Laboratorio Olfattivo, Roberto Drago, verve travolgente e spirito in continuo fermento, capace di reclutare per la sua squadra di “nasi” i virtuosi più acclamati della disciplina. E’ lui a fornire le scintille, le idee, a coloro che con le proprie capacità olfattive sanno maneggiare al meglio la materia, plasmarla e confezionare profumi sartoriali dalla forza indiscutibile. 

No freddo marketing, sì appassionata narrazione 

Al centro della vision di Laboratorio Olfattivo c’è stato fin da subito l’intento di non piegarsi ad asettiche logiche di mercato, a una crescita ossessionata delle vendite a scapito delle idee. Ogni profumo realizzato dalla maison è un concentrato di ragionamenti, intuizioni, colpi di classe, ricordi di esperienze di vita, viaggi, passioni, sogni e speranze. Ogni bottiglia è una avventura in una landa rigogliosa di concetti, simboli e significati. Non c’è nulla di scontato in questa filosofia, e dalla strategia di Laboratorio Olfattivo emerge prepotentemente ogni giorno questo imprescindibile intento di far trionfare la creatività e il racconto sul mero commercio. 

Le realizzazioni di Laboratorio Olfattivo portano il concetto di esperienza nell’ambito dei profumi a un livello diverso, molto più alto e ambizioso. 

Nel corso degli anni il brand si è strutturato anche su altri fronti, creando una collezione di fragranze per l’ambiente e un assortimento di prodotti per l’igiene della persona.

La scelta strategica di Laboratorio Olfattivo riguardante le proprie creazioni è stata chiara fin dagli inizi: nelle bottiglie la concentrazione più adeguata era ed è l’Eau de Parfum, ideale per apprezzare tutta l’architettura dei profumi. Anche la scelta dei packaging è stata coerente con i valori del marchio. Bando a futili e inutili artifici, via libera a un minimalismo elegante e ossequioso dei profumi. Ciò che conta è ciò che risplende dentro le bottiglie, non fuori. La fragranza sta al centro del progetto, gli orpelli non servono. La concentrazione va fatta veicolare tutta sull’esperienza olfattiva, sulle suggestioni che queste creazioni uniche riescono a infondere a chi le indossa. L’idea che trionfa sulla fredda materia: è così che Laboratorio Olfattivo ragiona. 

Questa costanza e questa coerenza hanno contribuito alla diffusione del marchio in oltre 40 Paesi nel mondo. 

La città simbolo di questa crescita graduale, sempre dinamica e ambiziosa, è Torino: qui sono stati creati i primi due store monomarca del brand, nel 2015 in via Mazzini 6 e nel 2019 in via Giolitti 5. Due luoghi che stanno diventando non solo vetrina delle collezioni LO ma vere piazze in fermento in cui interagiscono ed esplodono le suggestioni dei creativi, le competenze dei nasi e la passione e l’interesse degli appassionati di questo interessantissimo pianeta della profumeria d’autore. 

Quello che analizziamo oggi è un profumo che regala un itinerario mentale fra chiese, oasi orientali, mercati arabi e indiani; una creazione che racchiude un potentissimo melting-pot umano e culturale. Sacralità occidentale e orientale esplodono in un prodotto che non può essere definito semplicemente “profumo“.

Sacreste 

Sacro sì, ma anche profano. Perché quando il silenzio, la pace, i colori tenui di una cattedrale gotica in cui fluttuano i bagliori delle candele, i lampi cromatici dei raggi del sole che infilzano i rosoni, si mescolano alla seduzione letale di una notte del deserto, prende forma una creazione come Sacreste. Una quintessenza sublime di incensi che si legano a ingredienti preziosissimi e ricercati, conturbanti come un caldo abbraccio, ma serafici come un momento di rilassata introspezione.

Anche se gli incensi sono il fil-rouge di questa creazione, è interessantissimo andare a fondo nella analisi delle note di Sacreste

Quelle di testa sono di Cisto Labdano, un arbusto sempreverde da secoli usato in profumeria, Elemi, un oleoresina in grado di predisporci a ciò che è ineffabile, alto e superbo, talmente intensa e apprezzata fin dalle origini della civiltà, da essere usata addirittura nei processi di imbalsamazione dagli antichi egizi, la freschezza del Cardamomo e la sensualità dello Zafferano.

La carica di incenso si percepisce subito e trasporta al cuore della profumazione, formato da l’Hyperincense una lavorazione ad alta temperatura dell’incenso resinoide in grado di conferire una nota più spinta che permette di dare più verticalità all’accordo, l’Hydrocarboresine derivata dalla pirogenazione del Labdano dalla quale si ottiene una nota molto più intensa con una sfumatura dark e bruciata che conferisce a Sacreste una connotazione più spirituale.

Il cuore si chiude con il Fumenecens, una resina aromatica ricavata da alcune specie del genere Boswellia da sempre usata nella preparazione degli incensi, il Cipriolo con la sua forza fumosa, incantatrice, quasi cabalistica, e il vivace Pepe Nero

Le note di fondo lasciano spiazzati per le loro qualità serafiche, più tenui e morbide: fra queste spiccano il Legno di Cedro della Virginia, il Legno di Guaiaco, più esotico e dolce essendo ingrediente dell’America Centrale e dei tropici atlantici, con spiccate rimembranze di Vaniglia, la molecola Cashmeran, che rimanda ai sentori dei mercati indiani in cui si vende Cashmere, il Muschio e l’Ambermax, che dona un abbraccio finale a base di preziosissima Ambra Grigia.

Sembra di udire il tintinnio delle catene dei turiboli, dai quali si sprigionano i fitti e avvolgenti fumi che invadono le campate delle chiese più maestose e suggestive. E subito la mente pensa al sacro, a un momento di intima ricerca, di analisi, speranza e ricerca di risposte ataviche. Ma l’architettura di Sacreste è qualcosa di sorprendentemente inaspettato: un colpo allo spirito e uno al cuore, una carezza alla parte più intima di noi e un sussulto erotico che batte nella bocca dello stomaco quando l’amore cala sulle nostre vite.  

E’ la sinergia di ingredienti fatali, centrati, che vanno accolti con animo paziente. Non è un profumo per tutti: è un profumo per chi desidera pensare, ricevere, metabolizzare e rielaborare suggestioni. Sacreste nasce infatti da una lunga gestazione del creative director Roberto Drago, durata quasi dieci anni, e culminata nell’idea finale del naso Luca Maffei, che è riuscito a cogliere tutte le emozioni del founder e a racchiuderle nella elegantissima e minimale bottiglietta di vetro nero. Nera come la notte, che cela misteri, segreti, fughe e sogni. 

Informazioni aggiuntive

LABORATORIO OLFATTIVO

Vai al Sito
Grazie per aver letto questo articolo.
Seguimi anche su
  1. Forse ho trovato il mio profumo, labdano, incernso....,forse

  2. colombocolombo ha detto:

    molto interessante, già leggendo l'articolo sembra di sentirne il profumo!

  3. Susanna PuopoloSusanna Puopolo ha detto:

    Come annusare un profumo da un articolo! Che meraviglia, mi sono abbandonata alla storia ed alla descrizione!

  4. Molto interessante, mi piace molto il concept e il marchio li incuriosisce anche se stavolta il profumo non è nelle mie corde. Ora però vado a studiare le altre fragranze perché sono curiosa.

  5. BarbyBarby ha detto:

    Il mondo della profumeria artistica mi sta davvero appassionando, è una confini ricerca e scoperta. In particolare di questo brand mi piacerebbe provare Nun, un profumo ispirato al mondo dell’Antico Egitto, il cosiddetto brodo primordiale da cui si originò la vita

Lascia un commento