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Come si fa un Oleolito?

Come si fa un Oleolito?

calendula-olio

Ciao ragazze…mi avete chiesto in tante di spiegarvi come ottenere un oleolito.

Ci sono delle premesse doverose da fare. Mi raccomando, leggete tutto per bene e studiate.

Non tutto si può mettere SOTT’OLIO. In natura esistono piante che hanno principi attivi IDROSOLUBILI e non LIPOSOLUBILI. Vedi l’edera, l’hamamelis, la malva, Althea, Plantago etc…

Per fare un oleolito BISOGNA AVERE PAZIENZA e attendere il corso del tempo.

Spignattare è per persone attente e pazienti. Non iniziate nulla nell’ottica di risparmiare tempo.

Dopo queste premesse possiamo iniziare.

COS’E’ UN OLEOLITO? 

Con il termine OLEOLITO si indica il risultato di una macerazione di una o più piante in un olio vegetale. Come vi ho anticipato sopra, lo ripeto, non tutte le piante hanno attivi liposolubili e non tutte le piante sono adatte all’estrazione in olio, quindi prima di iniziare qualsiasi cosa, fate una bella ricerca in rete.

In parole povere, gli OLEOLITI altro non sono che dei macerati oleosi di piante fresche o essiccate poste in un contenitore di vetro, ricoperte d’olio e lasciate a macerare per un certo periodo di tempo.

CHE OLIO SCEGLIERE?

La scelta è soggettiva. Potete usare qualsiasi tipo di olio. Ovviamente per scegliere quello adatto, cercate di capire l’uso che andrete a fare dell’oleolito.

CHE OLIO SCEGLIERE?

* Olio di Mandorle dolci (Prunus Amygdalus dulcis) – olio leggero ma nutriente e soprattutto economico, ideale per fare gli oleoliti.

* Olio di Jojoba ( Simmondsia chinensis ) – non è un vero e proprio olio ma una cera. Molto resistente all’irrancidimento. Penetra molto più a fondo degli latri oli. Se il vostro oleolito avrà una funzione curativa, questo olio è il vettore perfetto.
* Olio di Girasole (Helianthus annuus) – bene o male molto simile al mandorle dolci ma leggermente più resistente all’ossidazione.
* Olio di Riso – con al suo interno il gamma Orizanolo, resiste di più all’ ossidazione. Oltretutto ha una certa quantità di tocoferolo che lo preserva.

* Olio di Nocciolo – Ideale per le pelli miste; Ma anche per le pelli mature;

* Olio di Rosa Mosqueta – è sicuramente l’olio più costoso per fare un oleolito. Ha una concentrazione elevata di acido linoleic, linolenico e oleico e vitamina C, oltre a piccole quantità di acido trans-retinoico che insieme stimolano la rigenerazione dei tessuti. Ottimo se dovete fare un oleolito per le smagliature.
* Olio di Sesamo : ideale per le pelli grasse.

COME SI PREPARA UN OLEOLITO?

Pianta secca o fresca? Questo è un passaggio fondamentale per la riuscita del vostro OLEOLITO.

Spesso e volentieri si usa una droga secca. Questo per ovviare al problema ACQUA che naturalmente presente nelle piante fresche, tende a dare problemi di conservazione…ovvero lo fa irrancidire.

Per determinati oleoliti però è necessaria la pianta fresca. Ad esempio Iperico, Melissa o Arnica.

Documentatevi su questo sito http://www.infoerbe.org

Secondo la tradizione GALENICA la pianta in questione, che si tratti di foglie, fiori, radici, resine, va colta fresca nel suo periodo balsamico e cioè quando questa è nella fase del suo massimo sviluppo.

PROCEDIMENTO:

NON CI SONO DOSI DA RISPETTARE. Vi basta avere a portata di mano:  

* Olio scelto

* Pianta in quantita’ sufficiente

* Vasetto con chiusura ermetica. Pulito e asciutto.

Prendete il vostro vasetto e riempitelo con la pianta scelta.

Coprite il tutto con l’olio. Nessuna parte della pianta deve uscire dall’olio.

Sarebbe cosa buona e giusta riempire e utilizzare tutta la parte interna del recipiente scelto, in modo che non resti aria al suo interno. In caso contrario non preoccupatevi, il tutto non è vincolante per la buona riuscita del vostro oleolito.  

METODI DI OTTENIMENTO:


DIGESTIONE TRADIZIONALE

Il contenitore si lascia riposare da un minimo di 28 giorni ad un massimo di 40 in luogo buio e asciutto e almeno 2 volte a settimana bisogna agitare il recipiente o prendere un cucchiaio pulito e asciutto e mescolare. Ricordatevi di richiudere bene il recipiente. Molto bene.

DIGESTIONE “A CALORE” (solare e bagnomaria)

SOLARE
E’ un metodo più sbrigativo ma richiede un pò più di attenzione.

NON VA USATO ASSOLUTAMENTE SE UTILIZZATE UNA PIANTA FRESCA.

Il procedimento è lo stesso che ho spiegato sopra. Solo che al posto di metterlo al buio, si lascia su un davanzale giorno e notte.

Unica accortezza: utilizzate un recipiente di vetro scuro oppure ricopritelo con la carta stagnola. Questo per evitare che il sole vada a contatto diretto con l’olio.

TEMPO DI DIGESTIONE: 15 GIORNI.

Come noterete servono 25 giorni in meno rispetto alla digestione tradizionale. Questo perché attraverso il calore del sole l’estrazione dei principi vegetali avviene con maggior rapidità.

C’è da dire che questa riduzione di tempo può essere dannosa per il nostro oleolito perché il calore tende a velocizzare il processo di ossidazione.

Controllate sempre il vostro prodotto. Annusatelo. Se sta per irrancidire smettete la macerazione e passate immediatamente al filtraggio.
BAGNOMARIA

Ottimo per erbe aromatiche come pepe, zenzero, peperoncino da cui si ottengono oleoliti efficaci per dolori reumatici.

Mettere la pianta scelta sminuzzata in un pentolino e ricoprirla di olio – 250 gr di pianta con ca. 750 di olio.

Mettere il pentolino a bagnomaria e cuocete A FUOCO BASSISSIMO da 1 a 3 ore.

Per ottenere un oleolito più ricco, ripetere più volte l’operazione con della nuova droga.

Togliere dal fuoro E lasciar raffreddare. Filtrare.

FILTRAGGIO

Una volta terminato il tempo di digestione (qualunque essa sia) si passa al filtraggio del nostro preparato.

Ci sono 2 filtraggi da fare:

PRIMO FILTRAGGIO – Usate un passino asciutto e fate colare l’olio in un contenitore asciutto e pulito. Fate cadere anche la pianta prima di buttarla e pressatela per bene. Prestate molta attenzione a questo procedimento. Quello che state recuperando dalla pianta E’ L’OLIO MIGLIORE. Il più CONCENTRATO perché è quello assorbito dalla pianta.

FINITO QUESTO PROCEDIMENTO chiudete il barattolo in maniera ermetica e lasciate riposare 24 ore.

SECONDO FILTRAGGIO – Prendete il vostro barattolo e apritelo. Fate colare l’olio nello stesso passino usato l’ultima volta a cui avrete aggiunto un panno o una garza.

QUESTA FASE E’ MOLTO IMPORTANTE. Dovete filtrare tutto e ottenere un olio pulito senza nessun residuo di pianta.

RAGAZZE IL VOSTRO PRIMO OLEOLITO E’ PRONTO. La soddisfazione sarà IMMENSA ^_^

SISTEMA CONSERVATIVO: 

Non è necessario aggiungere il conservante.

Tuttavia, per aiutare contro l’irrancidimento, si possono usare alcuni prodotti che evitano l’ossidazione.

* Olio di Jojoba : aiuta la conservazione dell’olio. Se non l’avete scelto come olio base, mettetene almeno 1/3 o 1/4.
* Tocoferile acetato o Tocoferolo – Come vi ho già ampiamente spiegato, la VITAMINA E è un ottimo antiossidante.

* Tocoferile acetato – Ne serve almeno un 5%;

* Tocoferolo – Ne basta lo 0.25%;

Se vi scappa una dose in più, nessun problema. Fa bene alla pelle, tutto di guadagnato.

* Aperoxid : composto formato da Lecitina, acido ascorbico, acido citrico , tocoferolo.

NE SERVE VERAMENTE POCHISSIMO. Usarne pochissimo. Come dice Lola ne basta una punta di stuzzicadenti x un 100 ml di O. ( 0.1-0.5% )

QUANTO DURA IL VOSTRO OLEOLITO?

Difficile stimarne la durata. Sia con che senza conservante. Se siete brave in media dura anche 2 anni.

ANNUSATELO SEMPRE. Se il suo profumo tende a svanire o vira verso cattivi odori, vuol dire che si sta ossidando e quindi non va più usato.

TIPI DI OLEOLITO:

Arnica – si usano i fiori – Pianta Fresca – Antinfiammatorio – Antidolorifico;

Calendula – si usano i capolini – Pianta Secca – Lenitivo, Antinfiammatorio, Restitutivo, Antipruriginoso;

Camomilla – si usano i capolini – Pianta Secca – Lenitivo, Antinfiammatorio, Antipruriginoso;

Eucalipto – si usano le foglie – Pianta fresca o secca – Balsamico, Tonificante, Antisettico;

Ginepro – si usano le bacche – Pianta fresca o leggermente essiccata – Anticellulite;

Lavanda – si usano i fiori – Pianta fresca o secca – Antisettico, Lenitivo;

Pino – si usano le gemme – Pianta fresca – Balsamico, Tonificante;

Salvia – si usano le foglie – Pianta fresca o secca – Antisettico, Deodorante;

Serenella – Lillà – si usano i fiori – Pianta fresca – Antiage;

Tiglio – Si usano i fiori – Pianta fresca o secca – Lenitivo;

Verbena – si usano le parti aeree – Pianta fresca o secca – Deodorante;

Zenzero – si usa il rizoma – Pianta secca – Rubefacente;

Alla prossima ragazze ^_^ se avete domande, siamo a vostra disposizione nel gruppo FB.

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