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Oil Pulling – Il rimedio antico per disintossicarsi

Buongiorno ragazze, bentornate sul Blog. Oggi voglio portarvi ancora una volta con me nel meraviglioso mondo dell’Ayurveda e spiegarvi perché l’Oil Pulling è così importante per disintossicare il nostro organismo. Ci sono molti articoli in rete ed il 95% è assolutamente approssimativo.

Possiamo dire grazie alle ricerche del dottore Russo F. Karach, che ha ripreso e sviluppato questa terapia negli anni novanta, se questa tecnica antica, oggi, comincia a essere praticata anche nel nostro Paese. Tenete conto che l’oil pulling venne citato per la prima volta nel Charaka Samhita, il testo più antico, datato presumibilmente attorno all’anno 1.500 a.C

“Sciacquare la bocca con olio rinforza le mascelle e la voce, sviluppa i muscoli facciali, migliora il senso del gusto e aiuta a percepire i sapori. La persona che pratica questa tecnica non soffre di secchezza della gola né di labbra screpolate, i suoi denti non sono affetti da carie, sono ben radicati, sono meno doloranti, meno sensibili ai cibi acidi e sono in grado di masticare anche gli alimenti più duri.” – Charaka Samhita; Sutrasthanam V: 78-80

Rimedio antico di millenni, l’Oil Pulling si basa su un principio fondamentale: le malattie si manifestano per mezzo di batteri e germi che si sviluppano nella nostra bocca ed in maniera particolare, nelle radici dei denti. Infatti, grazie a questo ambiente particolarmente favorevole, possono proliferare e man mano intaccare il nostro sistema immunitario e gli organi interni. Non a caso, in Ayurveda, ad ogni dente è associato un organo, come nella riflessologia plantare. All’incisivo centrale corrispondono vescica dx, rene dx…al primo molare, tiroide, stomaco dx. In sintesi, come avrete capito, non viene utilizzato solo per l’igiene della bocca, ma supporta l’eliminazione delle tossine e dei prodotti di scarto del metabolismo.

Prima di tutto, definiamo il momento ideale per tale pratica: la mattina. Infatti, come vi ho sempre spiegato anche in cosmesi, durante il riposo notturno il nostro corpo mette in atto tutta una serie di meccanismi di rigenerazione e disintossicazione volti ad eliminare tossine e batteri. Tempo fa, lessi una ricerca dell’Universita di Rochester dove si evidenziava con dovizia di particolari, come di notte il sistema glinfatico invii liquor al cervello, lavandolo dalle proteine tossiche accumulate durante il giorno. Scarti che poi vengono prontamente reimmessi in circolo e smaltiti.

Parte di questi e altri scarti sono ben visibili alla mattina, anche sulla nostra lingua. Vi siete mai svegliate con quell’odiosa patina bianca depositata sopra la lingua? normalmente, il suo colore non dovrebbe essere questo, bensì rosato. Una e sottolineo una, delle cause che concorre alla sua formazione è appunto un accumulo di batteri e tossine, motivo per il quale andrebbe eliminata per aiutare l’organismo a depurarsi e impedire al corpo di riassorbirle. Come? presto detto…con l’ausilio di un Nettalingua e dell’Oil Pulling.

NETTALINGUA

In sanscrito con il termine JIHVA DHAUTI si definisce la pulizia delle lingua con l’ausilio di un Nettalingua, uno degli strumenti più semplici e conosciuti della tradizione Ayurvedica. Lo potete trovare in due versioni, acciaio inossidabile o in rame. Io lo utilizzo in acciaio perché in rame tende ad ossidarsi e non avrei il tempo per pulirlo. Reperirlo è facile, negozi vegan, erboristerie o negozi bio. Questa sorta di raschietto flessibile, usato per pochi secondi, ci aiuta a rimuovere la patina formatasi durante la notte. Il movimento corretto è dall’interno verso l’esterno e mai il contrario, mi raccomando. Un gesto semplicissimo che ci viene in soccorso, non solo per rimuovere lo strato di tossine, ma che contrasta anche la formazione di placca e alitosi. Vi ricordo che va disinfettato dopo ogni utilizzo onde evitare la proliferazione di batteri.

OIL PULLING

Terminato il primo step con il nostro nettalingua, possiamo passare al vero e proprio gesto detox con l’oil pulling conosciuto con il termine KAVALA Graha.

Leggerete spesso online termini diversi, associati, fusi. C’è una confusione aberrante in merito. I termini corretti, secondo la medicina Ayurvedica sono Kavala e Gandusha e non sono la stessa cosa, cambia la metodica di esecuzione.

  • KAVALA Graha – il metodo che interessa a noi. Il più conosciuto. La bocca è riempita solo per 3/4 e il liquido viene spostato è fatto passare tra i denti per un tempo specifico e poi sputato;
  • Snigdha GANDUSHA – Dopo aver riscaldato e massaggiato collo e spalle, l’olio scelto riempie totalmente la bocca. Sguardo verso l’alto e nessun tipo di movimento. Si esegue seduti tranquilli in un luogo caldo e soleggiato di primo mattino. L’olio in questo caso va tenuto in bocca, immobile, fino a quando il naso cola e gli occhi lacrimano, segno che Gandusha ha fatto effetto. Avete mai fatto le terme? nello specifico la pulizia nasale con le irrigazioni? avete presente il male, le lacrime e il mal di testa che si provano la prima volta? ecco. La sensazione è più o meno quella.

Metodi diversi. Risultati diversi che ovviamente non possiamo approfondire completamente con questo articolo.

CHE OLIO UTILIZZARE

Possiamo utilizzare olio di girasole, sesamo o cocco. Molti utilizzano l’olio di cocco perché ha il privilegio di contenere acido laurico, che vanta un’attività anti-microbica, quindi per lo scopo si pensa sia l’olio più consono ed efficace ma non è così.  L’olio migliore per questa pratica è quello di sesamo, perché l’olio di cocco, troppo dolce e freddo, non è valido per la disintossicazione. Secondo la dottrina Ayurveda il sesamo, più intenso e delicatamente AMARO è decisamente il migliore per tale scopo. Come in ogni cura detox del resto: tarassaco, carciofo, cardo mariano, i tre rimedi per eccellenza infatti, sono amari.

Non usate un olio SCADENTE! Ovviamente parliamo di olio Biologico e Spremuto a Freddo.

COME SI PRATICA L’OIL PULLING

Il tempo consigliato secondo tradizione è di minimo 15/20 minuti. Io invece vi consiglio vivamente di iniziare con soli 5 minuti al giorno.  Se non siete abituate e soprattutto non avete la mascella allenata, 20 minuti di risciaquo sono tanti, rischiate di stufarvi e non farlo più. Aumentate gradualmente…settimana dopo settimana. Mi raccomando, cercate di non non sforzare eccessivamente la mandibola, eseguite movimenti calmi e delicati. L’olio deve scivolare tra le fessure dei denti lentamente e dolcemente. In questo modo non vi stancherete e non creerete stress alla muscolatura.

Dopo un pò di minuti, noterete che l’olio, mescolatasi con la saliva, ha “catturato” come un chelante tutte le tossine, acquisendo una colorazione lattiginosa. Mi raccomando, ora NON DOVETE INGERIRE l’olio, dovete sputarlo nel cestino o in un sacchettino preposto all’operazione, non nel lavandino. L’olio anche se liquido, tende a solidificare formando masse epiche! In teoria piccole quantità non creano problemi se si lascia scorrere l’acqua ben calda per 2 minuti, ma noi siamo GREEN a 360° e l’acqua non la sprechiamo.

La mia pratica termina con acqua tiepida in cui ho disciolto con una piccola punta di sale, per riasciaquare e rinfrescare, infine lavo con un dentrifricio bio, nel mio caso Argital.

QUALI SONO I BENEFICI?

  1. Disintossica l’organismo
  2. Facilita il lavoro di Fegato e Reni
  3. Allevia i mal di testa temporanei
  4. Previene la carie
  5. Previene e cura l’alitosi
  6. Regala Denti più bianchi
  7. Liberare le papille gustative dalla flora batterica
  8. Rafforzare i denti
  9. Curare il sanguinamento gengivale dovuto alle tossine
  10. Pelle più bella e luminosa

La conoscenza dell’Ayurveda, grazie ai missionari buddisti cominciò a diffondersi oltre i confini dell’India, inclusa Roma, la Grecia e la Cina attorno al settimo secolo d.C. Molti furono i libri scritti ma solo tre sono ad oggi reperibili:

  • Charaka Samhita– Il più antico, datato presumibilmente attorno all’anno 1.500 a.C
  • Sushruta Samhita
  • Ashtanga Hridaya Samhita

Scritti in lingua sanscrita sono frutto di un lavoro meticoloso e sistematico in cui sono ampiamente descritti tutti i principi fondamentali dell’Ayurveda:

  • Struttura fisiologica e anatomica del corpo umano;
  • Agenti eziologici;
  • Sintomi;
  • Segni;
  • Patogenesi delle malattie;
  • Come esaminare i pazienti;
  • Trattamento e prognosi;
  • Prevenzione;
  • Regimi quotidiani e stagionali;
  • Nozioni di dietetica e di comportamento.

Perché vi dico questo?

Perché sapete molto bene che non amo la mera pubblicità fine a se’ stessa. Il marketing selvaggio. Non amo sminuire nulla in questo mondo, figuriamoci un qualcosa che ha radici così antiche e profonde ed il web purtroppo è zeppo di tutto ciò.

Questo trattamento a differenza di ciò che si racconta in rete, ha moltissime variabili. L’Ayurveda non è una moda per occidentali annoiati. Se desiderate intraprendere questo percorso, sappiate che ha senso solo se abbinato ad uno stile di vita Ayurvedico, altrimenti il senso è perso. Se continuerete a mangiare cibo inadeguato ed a condurre uno stile di vita squilibrato, qualsiasi trattamento farete, risulterà sciocco e privo di logica. Siete affascinate da questo mondo? vi consiglio di trovare un professionista, profondo conoscitore della materia ed affidarvi a lui. Solo così potrete davvero percepire, amare ed apprezzare migliaia di anni di conoscenza e virtù dell’Ayurveda, non a caso AYUS = VITA/LONGEVITÀ e VEDA = CONOSCENZA/SCIENZA.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto ragazze! Se conoscete già questo tipo di trattamento o avete domande, lasciate pure il vostro commento. Alla prossima…

18 risposte a “Oil Pulling – Il rimedio antico per disintossicarsi”

  1. Francy_vi Francy_vi ha detto:

    Avevo già sentito parlare di questa pratica Ayurveda ma non avevo mai letto da nessuna parte di questa differenza nell’uso dei vari oli e i motivi per cui é preferibile usare l’olio di sesamo. L’unica cosa che mi frena é il tempo da impiegare la mattina ma farò in modo di trovare un’organizzazione per inserire questa pratica nella mia routine. Grazie per la tua spiegazione.

  2. Armoniosa86 Armoniosa86 ha detto:

    Attendevo questo articolo con ansia dopo aver letto varie cose a riguardo sul gruppo. Sono molto incuriosita dall’oil pulling anche se la questione “tempo” al mattino mi frena molto…da sperimentare comunque.

  3. Roberta Iorio Roberta Iorio ha detto:

    Ottimo articolo come sempre! Chiaro e completo.
    Pratico l’oil pulling da circa un mese anche se, ammetto, non con costanza…tipo a giorni alterni… Ma i risultati sono già notevoli: denti più bianchi, bocca pulita, gengive sane.
    Come la maggioranza sto usando l’olio di cocco ma penso che poi acquisterò quello di sesamo.

  4. Stefania bruni Stefania bruni ha detto:

    Il nettalingua già lo conoscevo, praticando yoga la mia insegnante ci ha spiegato tutte le tecniche che usano in india per la pulizia personale.
    Leggendo il tuo articolo, scritto in maniera eccellente mi sono convinta a provare anche l’oil pulling. Grazie per aver spiegato di non mandarlo nel lavandino.
    Sei sempre avanti!!!😍

  5. Eli Bradshaw Eli Bradshaw ha detto:

    Attendevo questo articolo perché è da un bel po’ che prendo informazioni in giro in merito e sono contenta di aver aspettato il tuo contributo perché prima di tutto nessuno ha parlato della differenza dei due tutti di oil pulling praticabili e nessuno mai del fatto che l’olio più adatto per farlo fosse quello di sesamo,grazie capa,mi attrezzo subito per cominciare,data la mia attenta cura dei denti è giusto aggiungere anche quella in generale del cavo orale .

  6. Rossella Marzullo Rossella Marzullo ha detto:

    Non ne avevo mai sentito parlare,e come sempre riesci a spiegare sempre tutto in modo preciso e dettagliato. Grazie mille Ele.

  7. Maria Amico Maria Amico ha detto:

    Finalmente!!! Per caso ho letto una volta sul gruppo dei commenti su oil puling e nettalingua ..ma l’argomento si chiudeva li,ho letto un po’ di cose su internet e ho comprato anche l’olio di sesamo,ho rimandato per pigrizia ma proprio in questi giorni volevo iniziare, questo articolo mi ha tolto ogni dubbio 😊😊😊 grazie Elena

  8. Proprio pochi giorni fa ne ho chiesto informazioni, ed ecco qui, precisa e puntuale e ricca di tutto! Io sto usando l’olio di cocco, ma presto proverò anche quello di sesamo. Devo prendere un nettalingua. L’igiene orale è una mia fissa da sempre, ma il temo spesso è tiranno per fare tutto con calma

  9. AnastasiaC AnastasiaC ha detto:

    Aspettavo questo articolo da tempo *_*
    Devo iniziare assolutamente

  10. Cinzia Andreis Cinzia Andreis ha detto:

    Lo faccio da tempo e ora quando non lo faccio perché di corsa mi manca…non mi sento a posto, è una sensazione strana. Ho iniziato con l’olio di sesamo ma non sono proprio riuscita a reggere il sapore, mi dava quasi il mal di testa, l’ho finito e poi sono passata al cocco. Mi sono stupita i primi tempi perché pur non soffrendo mai di raffreddore finita la procedura una bella soffiata di naso non me la levava nessuno 😂…è lì che mi sono resa conto che funziona. È innegabile poi il miglioramento delle gengive, erano sempre infiammate, avevo provato diversi dentifrici e colluttori senza successo. Ammetto che non sempre lo faccio seduta tranquilla ma spesso mentre mi preparo…😜

  11. Ketty Deagostini Ketty Deagostini ha detto:

    Grazie mille per i post sempre utilissimi! Proverò senz’altro !!!

  12. Amalia Torre Amalia Torre ha detto:

    Questo articolo è interessantissimo grazie infinitamente 🌺❤️☀️

  13. Saradarca Saradarca ha detto:

    Conoscevo già questo metodo (chiaramente in rete sponsorizzano l’uso dell’olio di cocco – la panacea di tutti i mali) ma leggerlo mentre sono in India, la casa dell’Ayurveda, ha tutto un altro sapore. Grazie Elena per essere sempre precisa, chiara ed esplicativa nei tuoi articoli!

  14. Lunika Lunika ha detto:

    Che articolo interessante Ele! e mi è piaciuta molto la parte finale in cui dici che è una filosofia che va conosciuta ed abbracciata a tutto tondo, non solo a pezzetti che fanno figo !

  15. Simona Bruno Simona Bruno ha detto:

    Questo articolo è meraviglioso , è tutto molto interessante… non vedo l’ora di provarlo !
    Grazie mille Elena

  16. Silviadvorak Silviadvorak ha detto:

    Ciao Elena, questo articolo capita a fagiolo, proprio settimana scorsa ho letto varie cose a riguardo e sono molto incuriosita dall’oil pulling, adesso che ne hai parlato anche tu ancora di più.
    Due domande: l’olio di sesamo bio si trova in erboristeria? E come si può disinfettare il nettalingua? Facendolo bollire? Grazie ancora, non vedo l’ora di iniziare!!!

  17. Rita Rita ha detto:

    Grazie per tutte le informazioni Elena! Ti dico la verità l’oil pulling non credo di riuscire a farlo,mi fa un po’ senso…ma con la storia del nettalingua mi hai illuminata! Da sempre soffro di quella odiosa patina sulla lingua che con lo spazzolino non riesco a far andare via…ora proverò a cercare questo strumento che hai citato 😘.

  18. Elisa Z. Elisa Z. ha detto:

    lo pratico da due/tre mesi..inizialmente ho provato con l’olio di cocco bio e ora sto usando quello di sesamo, sempre bio. Al mattino risciacquo la bocca con acqua calda e poi tolgo la patina dalla lingua con un cucchiaino, metto in bocca un cucchiaio colmo di olio e lo uso a mo’ di colluttorio per 10/15 min, poi lo sputo in un bicchiere e poi nell umido..infine ripasso il cucchiaino e poi risciacquo nuovamente con dell acqua calda. Benefici? Forse si…. non so se sia un caso o meno, ma io che soffro di emicrania cronica e sono costretta ad assumere farmaci ogni giorno, da un mesetto le crisi si sono diradate..! ma ripeto, non so se sia un caso o se sia uno dei benefici di questa tecnica.. ah e ho anche denti leggermente piu bianchi 🙂

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