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Igiene Intima – Le regole d’oro

Disturbi-intimi

A cura della Dott.ssa S. de Vincenzi

DETERGENTE INTIMO – guida alla scelta. Esistono poche, ma fondamentali regole per scegliere con cura un buon detergente intimo.

PRIMA REGOLA: usate un detergente a pH il più simile a quello fisiologico, che è 4.5. Se contiene acido lattico, ben venga.

I genitali femminili possiedono una fantastica microflora costituita da Lattobacilli.


I lattobacilli per intenderci sono dei simpatici microrganismi anaerobi, che per sopravvivere convertono lattosio ed altri zuccheri in acido lattico.

L’acido lattico in sé è un potente inibitore dei processi infiammatori ed aiuta a mantenere sana la mucosa vaginale.

Il più importante lattobacillo presente nei genitali femminili è il L.crispatus, che addirittura aiuta, in condizioni fisiologiche a proteggere persino da alcuni patogeni molto cattivi come la Neisseria gonorrhoeae.

Per far sì che i nostri amici Lattobacilli ci aiutino a prevenire le infezioni, ed a proteggerci dalla crescita di altri microrganismi potenzialmente dannosi (micosi comprese), bisogna far sì che il pH della mucosa vaginale sia sempre stabile attorno ad un valore di 4.5.

Se viene meno l’ambiente acido, i lattobacilli soffrono, si indeboliscono e si riducono.

Meno lattobacilli, meno protezione.

SECONDA REGOLA: meno profumo, più delicatezza.

Le profumazioni non servono. Cioè, alla nostra mucosa vaginale poco importa se è stato aggiunto un profumo al detergente.

Ciò che dobbiamo cercare in un detergente intimo è la funzionalità, la delicatezza e soprattutto, la non-nocività.

La profumazione non svolge nessuna di queste azioni e soprattutto non è delicata.

Sì ad esempio ad estratti di camomilla, calendula, avena, malva, rosa, lavanda. Se volete cimentarvi nel fai da te potete aggiungere al vostro detergente un po’ di macerato di centella fatto in casa.

TERZA REGOLA: usate prodotti con antibatterici SOLO se vi è reale necessità.

In alcuni detergenti infatti vengono aggiunte sostanze disinfettanti, con azione antibatterica e antifungina.

Alcuni studi molto recenti stanno valutando la resistenza dei lattobacilli a tutte queste sostanze, che spesso non guardano in faccia a nessuno e fanno terra bruciata di ciò che incontrano, a scapito della flora “buona”.

Un articolo del 2013 ha valutato il Triclosan come battericida (che è talvolta inserito nei detergenti intimi, tipo Chilly per intenderci), ed è stato dimostrato che ad alcune concentrazioni fa letteralmente piazza pulita di tutto, lattobacilli e non.

Se soffrite di candida, se avete infezioni, il vostro medico può a ragione consigliarvi per un determinato periodo l’uso di prodotti adatti, ma in tutti gli altri casi, non è necessario prevenire con antibatterici: se li usate per troppo tempo rischiate di peggiorare nel tempo la situazione.

In generale (e qui ne approfitto per fare il medico…ihihi) usare detergenti, salviette, prodotti battericidi in maniera troppo frequente e senza che ve ne sia reale utilità, fa solo sì che i microrganismi patogeni si evolvano cercando di superare le nostre difese.

Ne consegue che diventeranno via via più forti e resistenti, facendosene un baffo delle nostre terapie per eradicarli.

Riassumendo, per la terza regola: sì ad aloe, bardana, olio essenziale di limone e lavanda in rapporto 1:1, olio essenziale di tea tree, estratti di salvia, per citarne alcuni.

Ed infine, una piccola lista di prodotti (per cui ringrazio Elena Rossi) che hanno un buon INCI e rispettano queste regolette:


www.mondevert.it/ eco-bio/bioearth/ detergente-intimo.html

 www.biocosmesionline.it/ detergente-intimo-naturale- organyc.html

www.mondevert.it/ eco-bio/la-saponaria/ detergente-intimo-bardana-c alendula-delicato.html

www.mondevert.it/ eco-bio/tea-natura/ detergente-intimo-malva-lic hene-tea-tree-antibatteric o.html

Se qualcuna ha testato altri prodotti e vuole suggerirli, si faccia avanti ^_^

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