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Alla scoperta degli Oli Vegetali – Olio di Argan

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A cura della Dott.ssa S. de Vincenzi

Ricercando un po’ su siti specializzati ho trovato moltissime informazioni riguardanti l’uso dell’olio di Argan per via orale.

Uno studio recente su alcune donne del Marocco entrate in menopausa ha dimostrato che l’assunzione per via orale di puro olio di argan (attenzione, parlo di quello commestibile che è di colore scuro e dall’odore tostato, non quello che usiamo noi…) sarebbe in grado di aumentare l’assorbimento di vitamina E e di ridurre i

fastidiosi sintomi della menopausa.

Ma non solo: da sempre è riconosciuto come antiossidante, cardioprotettivo e antiipertensivo, grazie al contenuto di polifenoli, tocoferoli ed altri componenti minori che sembrano avere anche attività antidiabetica ed un discreto effetto contro le infezioni cutanee.

Ma se non volessimo mangiarlo? Quali sono le proprietà che può avere se lo usassimo sulla nostra pelle anziché ingerirlo?

Anche spalmato rimane un ottimo regolatore lipidico: la sua potente azione regolatrice non perde di efficacia se l’olio viene usato per via topica. Il contenuto di tocoferoli e polifenoli contribuisce ad esercitare un azione sebo regolatrice anche sulla nostra pelle! Uno studio del 2007 del Dipartimento di Dermatologia bulgaro ha studiato l’efficacia di una crema viso prodotta con olio di argan, semi di sesamo ed altri ingredienti ricchi di polifenoli. Dopo quattro settimane di applicazione il 95% dei partecipanti aveva dichiarato una notevole efficacia del prodotto.

Ma c’è un altro interessante utilizzo del nostro amico argan di cui sono venuta a conoscenza leggendo articoli scientifici.


Forse alcune di voi conoscono delle molecole che vengono chiamate “NLC”.


NLC è un acronimo che sta per “Nanostructured lipid carriers”; oltre a sembrare una cosa futuristica, queste molecole sono a tutti gli effetti dei simpatici trasportatori di sostanze: senza addentrarmi troppo nella biochimica riassumerò la questione in questo modo: dobbiamo far arrivare una sostanza il più in profondità possibile nella nostra pelle, per garantire una efficacia nel tempo ed un rilascio prolungato? Vogliamo che si crei una specie di pellicola protettiva non grassa che non permetta alla sostanza in questione di scappar via? Ecco le molecole che fanno per noi.


I NLC non solo si mettono in spalla le sostanze da trasportare, ma le stabilizzano in modo che non si degradino durante la discesa e la permanenza nel derma. Il risultato? Pelle più idratata e più a lungo, con la possibilità di “inserirci” anche sostanze come retinolo o altri complessi vitaminici e lasciare che agiscano per un tempo superiore.


E l’olio di argan in tutto questo cosa c’entra? Da studi recenti pare che l’argan sia un componente molto, molto efficace per prevenire il naturale degrado dei NLC e consentire la loro azione più a lungo…una sorta di tifoseria di supporto insomma!

Ma la cosa più bella che ho scoperto sull’olio di argan è che è diventato famoso.

E come questa notizia dovrebbe essere positiva?


Leggendo vari articoli ho scoperto che l’argania spinosa, endemica in Marocco ed utilizzata per moltissimi anni dalle popolazioni locali, è tornata alla ribalta grazie al relativamente recente boom che c’è stato nell’industria cosmetica. Per una volta questo fatto non è stato negativo, ma ha portato molti benefici alle popolazioni locali ed ha incoraggiato la conservazione delle piante, dando nuova vita all’economia locale. Una cosmesi equa e solidale insomma!

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